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22 Ottobre 2019 Il team di ProntoPannolino Interviste

L’importanza di portare i bambini in fascia: intervista a Irene De Pieri, consulente babywearing!

In passato abbiamo scritto sul nostro blog dell’importanza del portare i piccoli in fascia: questi supporti non solo aiutano le mamme e i papà a tenere i bimbi in braccio riuscendo ad avere le mani libere e potendo prescindere di passeggini e carrozzine, ma sono anche molto utili per lo sviluppo fisico, psicologico e cognitivo dei bimbi.

Per farci spiegare nel dettaglio i vantaggi di portare i bimbi (sia per i piccoli che per i grandi) abbiamo intervistato Irene De Pieri, consulente babywearing.

Ecco cosa ci ha raccontato!

1) Ciao Irene, puoi presentarti per chi ci legge?

Ciao a tutti, sono Irene De Pieri, vivo vicino a Vimercate (MB), sono sposata e ho un bimbo bellissimo e scatenato di 2 anni.

Ho passato gran parte della mia vita lavorando nel settore del commercio come Store Manager ma, dopo aver scoperto di essere incinta, il mio mondo è cambiato; sono cambiata io e ho deciso di cominciare a studiare per intraprendere questo meraviglioso viaggio all’interno del mondo dell’alto contatto per trovare un lavoro in cui sentirmi veramente me stessa ed esprimere al meglio le mie capacità.

Ho una pagina Facebook, Crescere dolcemente babywearing e un gruppo, Incontri per legare.

Lavoro presso Il centro Il Melograno di Vimercate e Dimanda di Lissone e mi muovo a domicilio delle mamme e i papà per consulenze private nella mia zona e anche nella zona nord di Milano.

2) Cosa fa una consulente babywearing e come lo si diventa?

Questa è la mia storia: dopo un primo corso webinar come Peer allattamento, cioè mamma alla pari di supporto per l’allattamento al seno, ho seguito un corso base e teorico sul babywearing.

Superato il test finale, sono diventata Peer dell’alto Contatto e ho deciso di frequentare anche le ore di corso pratico sul babywearing dove ho imparato i vari generi di legatura, da trasmettere poi ai genitori e testare ovviamente con il mio bimbo quotidianamente.

La formazione è continua, sul campo, sono costantemente in aggiornamento e in contatto con la scuola di formazione. A breve seguirò infatti un corso per l’utilizzo del Rebozo (una fascia tipica messicana) dalla gravidanza al post parto e sicuramente ne seguirò altri nel 2020.

Il mio compito di consulente è quello di accompagnare le famiglie in punta di piedi all’interno del mondo del babywearing, accogliere e capire le loro esigenze e proporre la soluzione più adatta alla famiglia in questione. Non esistono percorsi uguali per tutti, siamo tutti diversi e ognuno ha le proprie necessità e bisogni.

3) Sta aumentando l’interesse dei genitori nel portare in fascia?

I genitori che incontro sono sempre molto affascinati da questa arte, ma non è così ovunque. La percentuale di genitori portatori è ancora molto bassa, lavoro sul territorio proponendo incontri informativi gratuiti proprio per questo motivo: provare per credere!

4) Le fasce non sono tutti uguali: quali sono i diversi tipi?

Le fasce e i supporti portabebè in generale sono molto diversi tra loro, esistono:

  • fasce elastiche
  • fasce rigide di vari taglie e composizione di tessuto
  • supporti strutturati e semistrutturati
  • fasce ad anelli

Ognuno di questi supporti ha un motivo d’essere e una provenienza e uso specifico. Ogni famiglia ha il suo supporto del cuore e ognuno di questi supporti ha un momento all’interno del percorso del babywearing di una certa famiglia in cui viene utilizzato.

5) C’è un tipo migliore di un altro?

I supporti che valutiamo devono assolutamente essere utilizzati in modo da supportare la naturale posizione in fisiologia del bambino ed essere comodi per il portatore. Anche un supporto ergonomico può essere reso non ergonomico se mal utilizzato.

Quindi sì a tutti i supporti ergonomici e ben utilizzati, no ai supporti troppo rigidi o non regolabili o mal utilizzati.

Spendo due considerazioni anche sulla sicurezza dei supporti, che assolutamente non deve essere messa in secondo piano, quindi ricordiamoci che:

  • i bimbi devono essere messi sempre in condizione di avere il viso in vista e le vie aeree libere
  • la schiena deve essere supportata così come le anche
  • il mento deve essere lontano dal petto (quindi la posizione corretta è quella verticale)
  • devono essere portati alti sul torace del portatore, in modo che questo possa baciarli sulla nuca(da qui l’espressione “altezza bacio”).

6) A cosa bisogna fare attenzione quando si vuole acquistare un supporto portabebè?

Per acquistare un qualsiasi supporto bisogna valutare:

  • età del bimbo
  • peso e altezza
  • il genere di utilizzo che si vuole fare di questo supporto
  • l’esperienza del portatore e la sua struttura fisica

7) Perché il portare è importante per lo sviluppo psico fisico dei bimbi?

Portando i nostri figli andiamo ad accogliere un loro bisogno primordiale che è quello del contatto. Ogni bimbo, chi più chi meno, manifesta di avere la necessità di stare a contatto con la mamma o con la propria figura di riferimento, specie nella prima fase della propria vita.

Soddisfatto questo bisogno i bimbi saranno sicuri di sé, sapranno che hanno una base sicura da cui tornare e saranno pronti per esplorare il mondo. Senza contare che talvolta la necessità del contatto è ambivalente, cioè sia della mamma che del bambino. Non credete alla leggenda che un bambino portato in braccio viene viziato, perché non ha alcun fondamento!

[Leggi il nostro approfondimento “Prendere in braccio i bambini piccoli, giusto o sbagliato? Facciamo il punto su miti, credenze e… buone abitudini!“]

Ovviamente portare addosso i bimbi è anche comodo e permette al portatore di avere le mani libere.

A livello fisico, le vibrazioni che si verificano durante il momento in cui portiamo il bambino aiutano il suo sviluppo muscolo-scheletrico, per questo motivo in casi di ipotonia o altre patologie il babywearing viene sempre consigliato.

8) Tutti i bimbi amano essere portati?

La percentuale di bambini che non ama essere portata è davvero molto bassa, solitamente il rifiuto è causato dal fatto che non vengono portati correttamente, oppure hanno altre necessità in quel momento come ricerca di cibo o vogliono essere cambiati o è un momento della giornata delicato.

Va assolutamente analizzato il caso specifico, nei bambini più grandicelli ci sono anche dei momenti di “sciopero” che può avere svariate motivazioni, ma non è detto che il percorso del babywearing sia finito lì.

9) Quali sono le principali difficoltà dei genitori che desiderano portare?

Superare i pregiudizi. Portare non è difficile, e lo possono fare tutti. Affidarsi a una consulente può essere un modo semplice ed efficace per dissipare i propri dubbi ed intraprendere questo percorso in armonia.

10) Per imparare a portare è necessario fare un corso?

No, se il genitore se la sente può aiutarsi tranquillamente con i video che si trovano online, ma io consiglio di seguire almeno un incontro informativo gratuito introduttivo.

11) Vorresti aggiungere qualcosa?

Vorrei ringraziare voi di ProntoPannolino per l’opportunità di poter parlare del mio lavoro, le mamme e i papà che si affidano a me per entrare nel mondo del babywearing, le mie colleghe adorate, la mia famiglia che mi supporta sempre e il mio bimbo grazie al quale è iniziato tutto.

Noi ringraziamo Irene e vi invitiamo a seguirla sulla sua pagina Facebook! Chi volesse mettersi in contatto con lei può farlo anche attraverso l’associazione Il Melograno di Vimercate (MB).

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Etichettato con: babywearing, fascia porta bebè, portare, portare i piccoli
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