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14 Febbraio 2018 Il team di ProntoPannolino Dalla redazione

Bonus nido 2018 e Buono aziendale da 150 euro: cosa sono, come funzionano e chi può richiederli

mattoncini educativi in legno

Il bonus nido è stato rifinanziato anche per il 2020: il beneficio resta a disposizione di tutte le famiglie, e in base al reddito sono previste anche delle maggiorazioni del contributo che è possibile ottenere. Ne abbiamo scritto in un approfondimento dedicato.

Quella per l’asilo nido è una delle voci di spesa che più di tante altre incidono sull’economia di una famiglia, in alcuni casi a partire da pochi mesi dopo la nascita di un bambino.

A conti fatti tanti preferiscono lasciare i piccoli dai nonni (sempre che ce ne siano di disponibili e sufficientemente in forma per stare dietro alla vivacità di un pargolo), mentre altri si trovano per certi versi “costretti” a rinunciare al lavoro per restare a casa a badare ai figli perché la spesa per l’asilo nido gli risulta insostenibile (anche perché, quando il bambino si ammala, si ripresenta la necessità di doverlo seguire molto più da vicino).

Per venire incontro alle esigenze dei neogenitori, negli ultimi anni sono stati introdotti degli aiuti – sotto forma di bonus – per le famiglie che scelgono di iscrivere i propri figli all’asilo nido.

Nel 2017 abbiamo visto arrivare il bonus nido di 1.000 euro, una misura valida per tutti i nati dal 2016 che poteva essere richiesta fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

Lo stesso contributo è stato confermato anche per il 2018, con identiche modalità.

Il Bonus nido 1.000 euro

Possono richiederlo tutti i genitori di bambini nati a partire dal 1° gennaio 2016, indipendentemente dal reddito della famiglia.

La finestra utile per presentare la domanda all’INPS è stata aperta alle ore 10 del 29 gennaio scorso, ma c’è tempo fino al 31 dicembre 2018 per farlo.

E’ poi l’INPS stessa a stilare una graduatoria degli aventi diritto, sulla base della data di presentazione della richiesta.

Il bonus nido viene erogato fino a esaurimento dei fondi disponibili, che per il 2018 ammontano a 250 milioni di euro. La dotazione dovrebbe essere sufficiente: è l’equivalente di un contributo di 1.000 euro per 250 mila bambini.

Se pensiamo che negli ultimi anni gli iscritti all’asilo nido sono stati circa 200 mila, è evidente che questo stanziamento dovrebbe bastare a soddisfare tutti: a ottobre del 2017, per dare un dato, erano stati usati solo 40 milioni dei 144 messi a disposizione per la copertura di tutto l’anno.

Il contributo viene corrisposto attraverso un bonifico mensile di massimo 90,91 € (o meno, se la quota eccede la spesa sostenuta per l’asilo), per non più di 11 mensilità: il beneficio complessivo, quindi, non può superare i 1.000 € / anno a bambino.

Per ottenere questo bonus nido “statale” da 1.000 euro è necessario presentare le ricevute di pagamento della retta dell’asilo nido stesso, che può essere sia pubblico che privato.

A partire da quest’anno alla domanda deve essere obbligatoriamente allegata anche la documentazione che dimostra il pagamento della retta relativa al primo mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato, la documentazione che attesta l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino.

E’ inoltre necessario fornire il numero del provvedimento di autorizzazione al funzionamento della struttura e la data di rilascio dello stesso.

Lo stesso importo di 1.000 € / anno viene messo a disposizione delle famiglie che hanno avuto bisogno di attivare forme di assistenza domiciliare per bambini affetti da patologie gravi fino a tre anni di età.

Il Bonus nido non può essere cumulato con la detrazione fiscale prevista dall’art. 2, comma 6, legge 22 dicembre 2008. Inoltre non si può far cumulo con i contributi del cosiddetto “Bonus infanzia 2016”, quindi con il voucher baby sitting e il contributo asili nido alternativi al congedo parentale.

La domanda può essere presentata attraverso il servizio online messo a disposizione da INPS sul suo sito, oppure telefonando al contact center 803 164 gratuito da rete fissa o recandosi fisicamente presso gli enti di patronato e gli intermediari autorizzati di INPS.

Il Bonus nido da 150 euro

Accanto al Bonus nido “statale”, per il 2018 ne è stato previsto anche uno “aziendale” del valore massimo di 150 € al mese.

Il funzionamento di questo bonus è molto simile a quello dei buoni pasto, che molti lavoratori dipendenti conoscono per esperienza diretta.

Il datore di lavoro può introdurre nel contratto aziendale anche un “Buono nido”, uno strumento riservato ai lavoratori che hanno figli di età compresa tra tre mesi e tre anni di età e che può essere speso presso gli asili nido accreditati o quelli a gestione comunale.

Questo Buono nido non prevede oneri fiscali e previdenziali né a carico del datore di lavoro né per il dipendente: è quello che si dice “detassato”.

Lo strumento può essere offerto al dipendente sulla base degli accordi contenuti nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) o della contrattazione integrativa aziendale.

L’introduzione di questo Bonus nido aziendale è legata ai Decreti attuativi della riforma nota come “Buona Scuola”, in particolare il cosiddetto Decreto 0-6.

Si attende però la firma del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per l’istituzione del fondo dedicato e la definizione delle linee guida, tra cui ad esempio sarà da capire se il Bonus nido potrà essere cumulato da entrambi i genitori.

Resta da capire anche se il Buono nido “aziendale” si potrà sommare al Bonus nido “statale” da 1.000 euro di cui abbiamo parlato sopra: tutti dettagli, sicuramente non di poco conto, che terremo monitorati nelle prossime settimane e su cui vi aggiorneremo non appena saranno pubblicate delle novità ufficiali.

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Etichettato con: bonus asilo nido, bonus nido 1000 euro, bonus nido 150 euro, bonus nido 2018, bonus nido aziendale, bonus nido inps, domanda bonus nido
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