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28 Novembre 2017 Il team di ProntoPannolino Dalla redazione

Bonus bebè 2018 confermato insieme al premio natalità: ecco per chi e come ottenerlo [AGGIORNATO]

Attenzione! – Il bonus bebè è stato rifinanziato anche per il 2020 con l’introduzione di alcune importanti novità, come l’estensione del diritto all’assegno di natalità per TUTTE le famiglie che hanno o adottano figli entro il 31 dicembre 2020. Trovate un approfondimento con tutti i dettagli nella pagina dedicata!

Attenzione! – Il premio alla natalità (o bonus mamma domani) è stato rifinanziato anche per il 2020. Le modalità di richiesta e di erogazione restano confermate e il diritto riconosciuto a tutte le mamme che entrano nell’ottavo mese di gravidanza dopo il 1° gennaio 2020. Per ulteriori dettagli valgono le indicazioni che erano già state raccolte in questo post.

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[Vai all’ultimo aggiornamento del 17 maggio 2018]

La Legge di Bilancio 2018 viaggia in Parlamento verso l’approvazione.

Tra le misure al centro del dibattito ci sono il cosiddetto “bonus bebé” e il premio alla nascita “mamme domani”, che secondo le ultime indicazioni saranno confermati – salvo sorprese… – con le modalità già valide nel 2017 (di cui abbiamo parlato a suo tempo).

C’è però anche qualche novità, che merita un piccolo approfondimento.

Fino a pochi giorni fa si era infatti parlato della possibilità che il bonus bebé potesse essere cancellato nel 2018; così invece non sarà perché è stato approvato un emendamento che prevede il rifinanziamento della misura per i prossimi tre anni, seppure con fondi dimezzati.

Se la copertura 2018 per questo assegno di natalità ammonta infatti a 185 milioni di euro, come già era stato previsto in passato, le risorse per il 2019 e il 2020 potrebbero non essere più di 403 milioni di euro all’anno, come ipotizzato inizialmente, ma solo di 200.

Il bonus bebè 2018 è un assegno mensile che può essere richiesto da tutte le famiglie che hanno avuto (o adottato, o ricevuto in affido) bambini nati a partire dal 1 gennaio 2016, ma viene erogato in base al reddito ISEE:

  • quando questo è più basso di 7.000 € all’anno il contributo è di 160 €, che vengono erogati ogni mese (fino a un massimo di 1.920 €)
  • per i nuclei con un reddito compreso tra 7.000 e 25.000 € l’assegno mensile è di 80 euro, fino a un massimo di 960 in un anno.

Il contributo viene erogato fino ai 3 anni di vita del bambino, e deve essere richiesto all’INPS mediante la presentazione dell’apposito modulo SR/163.

L’importo viene accreditato direttamente, mese dopo mese, sul conto corrente, sul libretto postale o sulla carta prepagata indicati dalla famiglia al momento della richiesta.

Anche il bonus mamme domani (che nel frattempo è stato ribattezzato “premio alla natalità”) dovrebbe essere confermato per il 2018.

A questo contributo “una tantum” del valore di 800 € hanno diritto tutte le donne in gravidanza che al 1° gennaio 2018 saranno entrate nell’ottavo mese di gravidanza, oppure che avranno partorito, adottato o avuto un bambino in affidamento durante il 2018.

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Il premio mamme domani viene concesso in un’unica soluzione; in caso di parto (o di adozione e affidamento) gemellare spetta un bonus di 800 € per ogni bambino. Il contributo viene erogato indipendentemente dal reddito, ma per ottenerlo è necessario presentare una domanda all’INPS secondo la procedura prescritta nella circolare dedicata.

Fin qui le prime indicazioni, su cui c’è una maggioranza sufficientemente ampia in Parlamento per pensare che le misure possano essere approvate proprio in questi termini. Aspettiamo comunque l’approvazione definitiva per conoscere tutti i dettagli di questi bonus: continuate a seguirci, vi terremo aggiornati 😉

Aggiornamento del 29 novembre 2017

Siamo stati quasi profetici nel segnalare possibili novità in arrivo, tanto è vero che poche ore dopo la pubblicazione di questo post sono uscite nuove indiscrezioni di stampa in base alle quali il bonus bebè potrebbe essere (a questo punto il condizionale è d’obbligo) significativamente ritoccato, purtroppo al ribasso.

Un emendamento presentato dai relatori Magda Zanoni (PD) e Marcello Gualdani (AP) prevede infatti che il bonus venga sì stabilizzato a partire dal 2019, diventando “strutturale” e quindi sempre valido da ora in avanti, ma dimezzato negli importi e significativamente tagliato nella durata, dai 3 anni originali a uno solo.

Ferme restando le soglie ISEE, a partire dal 1° gennaio 2019 chi ha un reddito inferiore a 7.000 € annui riceverà un assegno mensile da 80 € anziché 160. Per la fascia da 7.000 a 25.000 €, invece, il bonus bebè del 2019 e del 2020 sarà di soli 40 € mensili contro gli 80 € che sono stati erogati nel 2017 e che saranno confermati nel 2018.

Ricapitolando:

  • Bonus bebè 2018: 160 €/mese per i redditi ISEE sotto i 7.000 € annui, 80 €/mese per quelli da 7.000 a 25.000 €
  • Bonus bebè dal 2019: 80 €/mese con ISEE sotto 7.000 € annui, 40 €/mese da 7.000 a 25.000 € di reddito

Il taglio più sostanzioso, però, sarebbe quello nella durata del sussidio, dato che in base all’ultimo emendamento questa passa da 36 mesi a 12 soltanto.

Per i nati nel 2018 è prevista una formula “ibrida”, nel senso che il bonus bebè sarà di 80 € al mese per ogni mese di vita del bambino, salvo diventare di 40 € al mese a partire dal 1° gennaio 2019 e fino al compimento di un anno.

La partita non è chiusa, perché se è vero che il Governo pare orientato a porre la fiducia sulla Legge di Bilancio 2018 per “blindarla” e sbarrare la strada a possibili modifiche, è altrettanto vero che il testo deve ancora passare dalla Camera, dove potrebbe essere nuovamente rivisto.

Al solito, vi terremo aggiornati 😉

Aggiornamento del 14 dicembre 2017

In attesa del via libera al testo definitivo della Legge di Bilancio 2018, che definirà gli importi, le soglie e la durata dei bonus, una sentenza del Tribunale di Milano modifica i contorni del “premio alla natalità” estendendo questo bonus anche alle mamme straniere non in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. La sentenza è arrivata a seguito di un ricorso presentato da ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), APN e Fondazione Guido Piccini.

A questo punto diventa importante per tutte le donne che entrano nell’ottavo mese di gravidanza entro il 31 dicembre 2017 fare domanda all’INPS in modo da poter accedere al bonus, che ricordiamo è distribuito a prescindere dal reddito del richiedente. Per INPS il Tribunale di Milano ha previsto anche l’obbligo di pubblicare una nota informativa sul sito con tutti gli aggiornamenti del caso.

Aggiornamento del 21 dicembre 2017

Il testo definitivo della Legge di Bilancio 2018 è uscito dalla Commissione nella serata di mercoledì 20 dicembre, per essere approvato oggi alla Camera e tra venerdì 22 e sabato 23 dicembre al Senato. Il Governo ha posto la fiducia sul provvedimento, il che significa che il testo non potrà cambiare rispetto alla formulazione prodotta dalla Commissione Bilancio: le novità di cui vi diamo conto adesso, quindi, sono da considerare definitive.

Il bonus bebè viene confermato anche per tutto il 2018, ma non oltre (mentre inizialmente si ipotizzava un’estensione triennale, fino al 2020).

Gli importi e le soglie ISEE per richiederlo sono gli stessi del 2017, che vi riproponiamo per comodità:

  • 160 €/mese per i redditi ISEE sotto i 7.000 € annui,
  • 80 €/mese per quelli da 7.000 a 25.000 €

Il beneficio, però, sarà erogato solo per i primi 12 mesi di vita del bambino (o, in caso di adozione, per 12 mesi a partire dall’ingresso del piccolo nel nucleo familiare) anziché per 36 mensilità.

Per i bambini nati entro il 31 dicembre 2017, invece, valgono le “vecchie” regole che avevamo descritto in un approfondimento dedicato: per questi, quindi, il bonus resta di 36 mesi anziché 12.

Nessuna novità, invece, sul fronte del “bonus mamma domani“, noto anche come “premio alla natalità“: è confermato anche per il 2018 e verrà erogato, indipendentemente dal reddito, per tutti gli eventi nascita che si verificheranno nel corso dell’anno.

Il percorso per ottenere questi benefici resta lo stesso descritto in precedenza e già valido nel 2017: è comunque probabile che INPS nelle prossime settimane produca delle circolari esplicative per definire le diverse casistiche.

Aggiornamento del 17 maggio 2018

Siamo arrivati al momento dell’anno in cui molti si trovano ad affrontare la compilazione della dichiarazione dei redditi. Per le famiglie che hanno usufruito del bonus bebè e del premio alla natalità “mamma domani” si potrebbe porre la domanda se indicarli o meno nel 730; la risposta è che non è necessario, perché – per via della loro particolare natura – entrambi i bonus non concorrono alla formazione del reddito. Un dettaglio di cui tenere conto 😉

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Etichettato con: bonus bebè 2018, bonus mamme domani 2018, ISEE, modulo SR/163, premio alla natalità
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