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10 Agosto 2016 Il team di ProntoPannolino Consigli

L’inserimento all’asilo nido o alla scuola materna: cosa fare (e non fare) per aiutare i bimbi a viverlo serenamente!

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Fonte immagine: http://bit.ly/2bfX6Xg

Il mese di settembre è, per tradizione, quello che segna l’inizio della routine che ci accompagnerà durante tutto l’anno: si torna al lavoro, in palestra, a scuola… E per i più piccolini arriva il momento di iniziare la scuola materna o l’asilo nido.

Attenzione: nel testo abbiamo usato più volte termini popolari come asilo o scuola materna, ma dal 2005 il termine corretto per definire la scuola che anticipa quella dell’obbligo è “scuola dell’infanzia”

L’inizio dell’asilo è un momento delicato e pieno di timori, non solo per i bimbi ma anche (e a volte soprattutto) per le mamme e i papà: staccarsi per la prima volta dal nostro bimbo ed affidarlo alle cure altrui non per tutti è facile, ma ci sono dei comportamenti che possiamo osservare per fare in modo che la preparazione all’asilo sia più serena per tutti.

Sia che si tratti di un piccolo che inizia il nido, sia che si tratti di un bimbo un po’ più grandicello che inizia la scuola materna o scuola dell’infanzia (specialmente se gli anni precedenti non ha frequentato il nido) è necessario cominciare a parlargli di quello che succederà già qualche settimana prima rispetto all’inizio dell’anno scolastico.

Sarà infatti utile spiegargli, sempre in chiave positiva, che comincerà a passare delle ore senza i genitori (che poi tornano, ricordiamoglielo sempre!) ma in compagnia di altri bimbi con cui potrà giocare, ed insieme alle maestre che saranno lì per aiutarli nelle varie attività della giornata.

Possiamo portarlo ogni tanto a fare delle passeggiate e passare davanti all’asilo facendogli vedere la struttura, in modo tale che non sia per lui un posto totalmente nuovo, anche se l’avrà vista solo da fuori.

Allo stesso modo, se è possibile prima che inizi il corso, possiamo chiedere al personale dell’asilo gli orari del pranzo e della merenda in modo tale da cominciare ad abituarlo: se, per esempio, all’asilo pranzano alle 11:45 e noi a casa ci mettiamo a tavola alle 13:00, cerchiamo di anticipare un po’.

Stessa cosa vale per l’orario del risveglio: se il nostro bimbo è un dormiglione e tende a svegliarsi molto tardi, ma per andare all’asilo dovrà svegliarsi alle 7:30 o alle 8, dalla settimana prima possiamo cominciare a farlo alzare un po’ più presto.

Se possibile, poi, sarebbe meglio non far coincidere l’inserimento all’asilo o alla scuola materna (dell’infanzia) con altri cambiamenti importanti come, ad esempio, un trasloco, il passaggio dal pannolino al vasino, togliere il ciuccio o il seno, etc.

All’asilo nido, poi, spesso è possibile lasciare che i piccoli portino da casa il loro gioco preferito: avere un oggetto che li faccia sentire sicuri è importante, quindi se manifestano la necessità di portare con loro un particolare oggetto – e il regolamento della struttura lo permette – lasciamoglielo fare.

Quando si inizia l’asilo, uno dei timori più grandi dei genitori è il pianto dei bimbi: lasciare il nostro bimbo in compagnia di altre persone e vedere che questi non è d’accordo e diventa triste può farci sentire in colpa e, con molta facilità, può farci andare in crisi.

A questo riguardo è importantissimo ricordarsi che non dobbiamo stigmatizzare il pianto che, negli esseri umani e in particolar modo nei bimbi, è una reazione fisiologica ad un evento che ci rende tristi: è normale che un bambino che desidera stare con la sua mamma pianga al momento del distacco, soprattutto nel periodo di inserimento!

Ci sono addirittura alcuni bimbi che durante i primi giorni di inserimento non piangono e, al contrario, vanno all’asilo contenti: può succedere però che dopo qualche giorno, quando la “novità” è passata e si rendono conto che l’asilo ci sarà tutti i giorni (o quasi), questi vadano in crisi e comincino a piangere al momento del saluto.

Altri bambini, invece, durante tutto l’anno scolastico piangono al momento del distacco ma – appena la mamma se ne va – cominciano a giocare come se niente fosse.

Tutti questi comportamenti sono del tutto normali, è però importante evitare frasi come “se piangi quando la mamma se ne va anche la mamma piange”: i sentimenti dei piccoli vanno sempre rispettati; in questi casi, per calmare il bimbo, possiamo guardarlo negli occhi e rassicurarlo spiegandogli che la mamma tornerà ad una determinata ora a prenderlo e che, fino a quel momento, potrà stare con i suoi amici a giocare.

L’inserimento è un periodo pieno di nuove esperienze ed è utile per i piccoli guidarli nelle loro emozioni chiedendogli di raccontarci com’è andata la loro giornata, ascoltandoli con interesse, e chiedendo loro se si sono divertiti, cosa gli è piaciuto, qual è la loro attività preferita, etc.

Un altro comportamento che va assolutamente evitato è quello di dire “bugie” al bambino per farlo stare tranquillo: se il piccolo piange è controproducente dirgli che “la mamma torna tra 5 minuti” perché – quando vedrà che non è così – sarà ancora più triste e confuso di prima.

E’ meglio spiegargli che la mamma (o il papà) tornerà a mezzogiorno, o nel pomeriggio, a prenderlo: per lo stesso motivo la mattina, quando lo lasciamo all’asilo, è importante salutarlo bene, e non sgattaiolare via quando è distratto per non farlo piangere.

Allo stesso modo, è inutile e anzi – dannoso – fare paragoni con gli altri bimbi: fare notare al piccolo che è l’unico che piange mentre tutti gli altri giocano lo farà sentire ancora peggio; ogni bambino è diverso, così come lo sono le sue reazioni e i suoi tempi di adattamento alle nuove situazioni.

Per i piccoli, poi, è importante percepire che la mamma e il papà hanno fiducia in loro: certamente per i genitori i figli sono sempre dei piccoli da proteggere, ma è anche vero che la loro capacità di adattamento è stupefacente.

Per questo motivo i genitori devono avere fiducia nelle capacità dei loro piccoli, trasmettere loro che sanno che ce la faranno ad adattarsi all’ambiente nuovo, agli amici e alle regole senza problemi; se durante l’inserimento un genitore è oltremodo ansioso e preoccupato, non è difficile che anche per il bambino questo passaggio sarà più travagliato.

Per lo stesso motivo non dobbiamo avere paura che il nostro bimbo non si adatti ai nuovi ritmi: moltissimi bambini che a casa mangiano mal volentieri all’asilo puliscono il piatto, ed altri che a casa si rifiutano di fare il sonnellino all’asilo dormono pacificamente.

Questo succede un po’ per il principio di imitazione per il quale i piccoli tendono ad imitare ciò che fanno gli altri bimbi che stanno con loro, un po’ perché all’asilo i bambini non si “prendono tutte le libertà” che sanno che possono prendersi con mamma e papà.

E’ anche vero che, durante il periodo di inserimento, in casa potremmo notare dei cambiamenti nel comportamento dei bimbi: anche per loro è un momento delicato che va a toccare certi equilibri.

I piccoli potrebbero dimostrare questo “disagio” iniziale dormendo meno (o dormendo peggio, con risvegli più frequenti), mangiando meno volentieri, o assumendo un comportamento più capriccioso o irritabile.

Tutto ciò è fisiologico e, se dovesse succedere, non dobbiamo mortificare il piccolo ma armarci di pazienza (perché si tratta di una tappa che poi passerà) e cercare di essere sempre presenti per il bimbo, ascoltandolo ed accogliendo i suoi stati d’animo.

Infine, dobbiamo ricordarci che è importante riporre fiducia nelle maestre, nelle educatrici e nel personale amministrativo: sapere di poter avere un dialogo con chi dirige la struttura è importante e, se avessimo delle preoccupazioni o dei timori, dobbiamo sentirci liberi di parlarne con il personale per essere più sereni e, soprattutto, per fare in modo che l’asilo o la scuola dell’infanzia sia per il nostro bimbo un momento di felicità, apprendimento e divertimento.

Come sempre, poi, concludiamo dicendo che ogni bambino è a sé, ogni bambino ha i suoi tempi e le sue reazioni: alcuni bimbi avranno più difficoltà nell’adattarsi all’asilo mentre per altri sarà un passaggio decisamente più semplice.

Questo non rende un bambino più o meno bravo, il carattere di ogni bimbo lo rende unico e diverso dagli altri: è compito di noi genitori saper accompagnare al meglio i nostri piccoli in questa importante fase della loro vita, consapevoli che anche noi, giorno dopo giorno, impariamo da loro.

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Etichettato con: inizio asilo, inserimento asilo, inserimento scuola materna, prepararsi all'asilo
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