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8 Novembre 2016 Il team di ProntoPannolino Consigli, Dalla redazione, Primi mesi

Altezza e peso di neonati e bambini: cosa sono e come si calcolano i percentili – e altre novità!

Fonte immagine: http://bit.ly/2fWA4px

Già dalla gravidanza, alle mamme e i papà viene data un’idea della crescita del loro bambino attraverso i diagrammi percentili: questi mostrano una curva – conosciuta appunto come curva di crescita – che serve proprio a stabilire l’andamento della crescita prima del feto e poi del bambino (fino ai 5 anni).

Per stabilire la curva di crescita non si prendono in considerazione solo il peso e l’altezza del bambino, ma anche la circonferenza cranica, l’età e il sesso, poiché tutti questi elementi contribuiscono a determinare il percentile esatto.

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Ma come vengono stabiliti i diagrammi percentili?

Per stabilire i paramenti di riferimento con cui i pediatri tengono sotto controllo la crescita dei bimbi, vengono effettuate delle indagini statistiche su un campione di bambini seguendone il percorso di crescita già nel periodo gestazionale, fino ai 5 anni.

  • 25°-75° percentile: nella norma
  • 75°-90° percentile: al limite
  • 90°-97° e 10°-3° percentile: inferiore o superiore alla media (possibilmente a rischio)
  • 97° e 3° percentile: parecchio inferiore o superiore alla media (a rischio)

Se un bambino in base all’età e al suo peso si trova al 50° centile significa che, per quell’età, 50 bambini su 100 pesano di più, mentre 50 bambini su 100 pesano di meno, quindi è sbagliato pensare che il 50° centile rappresenti la misura ideale.

Il problema dei diagrammi percentili che vengono usati normalmente nel nostro Paese è che i dati non sono stati raccolti su un campione di bambini italiani, ma  bensì su un campione di bambini stranieri che – per genetica e corporatura – sono diversi rispetto ai nostri bimbi.

Per questo che diversi professori universitari e 34 centri neonatali italiani hanno realizzato delle nuove carte INeS (Italian Neonatal Study) per stabilire la curva di crescita durante la gravidanza facendo riferimento a un campione di 45.462 neonati italiani omogenei a partire dalla 23sima settimana di gestazione.

I dati ottenuti sono raccolti nelle carte INes consultabili online, le prime linee in Italia ed in Europa stilate osservando un protocollo definito che riduce eventuali errori di campionamento che si possono riscontrare nelle carte utilizzate fin’ora.

In più, dal 2014, alcuni ricercatori di Oxford hanno messo a punto nuove tabelle universali che, finalmente, non sono più vincolate all’etnia o alla localizzazione geografica dei bambini.

Questa tabelle sono nate grazie al progetto INTERGROWTH-21st, finanziato anche dalla “Bill & Melinda Gates Foundation”: l’adozione di questi parametri universali (al posto dei percentili) assicura rilevazioni più accurate.

Questo perché una certa altezza o peso in un’etnia può essere indice di perfetto stato di salute, mentre in un’altra etnia può mostrare una situazione al di sopra o al di sotto della media.

Il problema dei diagrammi percentili, comunque, è che non prendono in considerazione altri elementi che incidono sulla crescita del bambino come, ad esempio, la genetica.

Se un bimbo risulta più più piccolo (sia di statura sia di peso) rispetto alla media, ma entrambi i suoi genitori sono minuti e bassi, è normale che la curva di crescita del bimbo lo collochi in un centile inferiore alla media.

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Allo stesso modo, se entrambi i genitori di un bambino sono molto alti e di corporatura robusta, sarà normale aspettarsi che il bimbo in questione si collochi in un percentile superiore alla media, senza che ciò significhi che ci sia alcuna anomalia in corso.

L’importante è che la crescita del bimbo sia costante: se un neonato si colloca in un centile superiore o inferiore alla media ma la sua curva riporta un andamento costante e coerente, non ci dovrebbe essere nulla di cui preoccuparsi.

Bisogna prestare attenzione, invece, a salti o cali bruschi che potrebbero essere il sintomo di qualcosa che non va, e che bisogna approfondire con l’aiuto del pediatra.

In ogni caso, la regola generale è che i diagrammi percentili (a meno di situazioni evidentemente a rischio) devono essere presi come un dato indicativo e non come una “sentenza” sullo stato di salute e sullo sviluppo del bambino.

Con i dati alla mano, e avendo sotto controllo tutti gli altri fattori che possono determinare lo sviluppo di un bambino, il pediatra sarà in grado di avere una visione olistica del suo stato di salute, determinando come è meglio procedere.

Se, comunque, volete sapere in che posizione della curva di crescita si colloca il vostro bimbo, potete utilizzare diversi strumenti online come, per esempio, questo calcolatore (che fa riferimento ai nuovi standard del progetto INTERGROWTH-21st di cui abbiamo parlato prima).

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Etichettato con: calcolare i percentili, cosa sono i percentili, curva di crescita, percentili
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